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Un suono di gong o quello più leggero di una campanella. Inizia così il rituale dell’Aufguss, termine tedesco per definire quello che in Italia chiamiamo “gettata di  vapore”. È una cerimonia di benessere psicofisico che si svolge all’interno della sauna e che, alle origini, prevedeva solo il versamento di acqua o ghiaccio sulle pietre roventi.

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Poi, successivamente questo semplice gesto si è evoluto con la presenza dell’Aufgussmeister, un cerimoniere specializzato in eleganti tecniche di sventolamento in cui si utilizzano uno o due asciugamani in contemporanea, ma anche ventagli, rami di betulla o eucalipto. Un modo per permettere all’aria calda e umida di distribuirsi in tutto l’ambiente e consentire così una maggiore percezione del calore, con rilassamento e sudorazione più profondi. Il cerimoniere si occupa anche della scelta degli oli essenziali che s’ispirano agli elementi naturali, aria, acqua, terra e fuoco, dall’effetto balsamico, rinfrescante, calmante, energizzante. Il tutto in dodici minuti, la durata perfetta di una sauna.

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Le tecniche sono state messe a punto dall’Associazione Italiana Saune e Aufguss, che organizza ogni anno uno spettacolare campionato italiano e si occupa di promuovere la crescita culturale della sauna, metodo naturale per aumentare le difese immunitarie, rilassare i muscoli della respirazione, migliorare il metabolismo e la circolazione del sangue. Il rituale dell’Aufguss è scandito da tre gettate di vapore che durano il tempo di una clessidra, in cui i movimenti dell’asciugamano passano da morbidi a intensi, in modo che l’aria e gli aromi vengano prima percepiti come una carezza e poi come calore inteso. Per offrire la massima superficie corporea al flusso di aria calda è anche possibile alzare le braccia. Alla fine, dopo il raffrescamento con una doccia, ci si rilassa su un lettino per una decina di minuti, sorseggiando tisane o succhi naturali di frutta o verdura per reintegrare la perdita di liquidi e sali minerali.

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