di Luisa Taliento

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LA WELLNESS ARCHITECTURE
Esiste uno stretto e profondo legame tra gli spazi e il benessere delle persone. I primi a sostenerlo sono stati gli psicologi dell’architettura, una branca della psicologia ambientale nata in America tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Una teoria confermata da molti studi attuali, come quelli eseguiti dall’Academy of Neuroscience di San Diego, che grazie alle tecnologie di visualizzazione cerebrale hanno dimostrato come lo spazio, attraverso la funzione per cui è stato progettato, possa trasmettere effetti precisi sulla mente e le emozioni.

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La Wellness Architecture cerca di rispondere a questa necessità e gli spazi vengono ripensati seguendo questa prospettiva innovativa e intelligente. Uno dei settori in cui si è maggiormente sviluppata è quello della progettazione di centri benessere e Spa, anche domestiche, in cui hammam, saune, docce, vasche vengono disegnate per adattarsi ai nuovi bisogni dell’uomo contemporaneo, ovvero liberarsi dallo stress, ossigenare la mente, recuperare sé stessi in un mondo che corre e che contamina.

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MATERIALI CHE RISVEGLIANO I SENSI

In questa progettazione nulla viene lasciato al caso, perché ogni materiale, i riflessi della luce, le temperature, i profumi, i suoni devono saper infondere emozioni e sensazioni positive. Il legno, per esempio, è uno dei pochi materiali naturali capace di trasmettere un senso di calore. Perciò proviamo piacere quando sfioriamo con le dita delle mani pareti fatte di questo elemento, ci appoggiamo ad esse con il corpo, camminiamo a piedi scalzi su pavimenti di legno per percepirne l’affidabilità e la robustezza. I legni migliori per la loro consistenza sono l’abete finlandese o l’hemlock canadese, materiali che riscaldandosi all’interno di una sauna sprigionano nell’aria quell’inconfondibile aroma capace di sollecitare i sensi, creando un immediato contatto olfattivo con la natura.

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Anche la luce gioca un ruolo fondamentale e, in questo campo, gli architetti del benessere si sono ispirati ai grandi artisti, come Leonardo da Vinci e Caravaggio, sfruttando tre fonti luminose; la luce chiave, quella di riempimento e quella posteriore, per regalare effetti di avvolgimento, protezione, comfort e piacevolezza, come avviene, per esempio, all’interno di un bagno turco. Spesso, in questi casi, vengono utilizzati anche spazi vetrati, che all’apparenza possono sembrare “artificiali” ma che in realtà diventano trasparenti proiezioni verso l’esterno, che liberano gli orizzonti.

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IL BENESSERE NELLA MUSICA E NEI COLORI

Un’altra protagonista della wellness architecture è la musica diffusa che deve essere in sintonia con l’ambiente, la situazione, l’orario. I suoni della natura, come quelli del vento, delle onde del mare o di cascate, sono l’ideale per rilassarsi alla fine delle terapie, magari sorseggiando una tisana, mentre le note di etnica, ambient, smooth jazz o anche classica sono adatte nella prima fase del benessere, quella in cui è ancora necessario liberare la mente, ridurre la stanchezza, predisporre lo spirito e il corpo alla leggerezza.

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Lo stesso principio vale per i colori: quelli caldi, come rosso, arancione e giallo, hanno un potere energizzante, mentre quelli freddi, ovvero blu, indaco, viola, hanno un effetto calmante, abbassano la pressione del sangue, la frequenza del battito cardiaco e del respiro. Il risultato di questa giusta alchimia tra materiali e suoni, colori e spazi, permette di sospendere magicamente il tempo e trasformarlo in qualcosa di personale, una parte del proprio benessere.