In India è la materia prima dell’universo, e il “Brahamanda”, l’uovo da cui nasceil mondo, è covato sulla superficie delle acque.

I cinesi la definiscono “Wu-chi”, il simbolo della virtù suprema.

L’antico filosofo greco Talete di Mileto era convinto che la terra fosse un disco che galleggiava sull’acqua.

Per i Romani le sorgenti erano protette da Fons, il dio delle acque.

Del resto questo prezioso elemento liquido ricopre il 71% della terra sotto la forma di oceani, mari, ghiacciai, laghi, fiumi, ed è anche il componente principale dell’organismo umano.
Tutti sanno che per stare bene bisogna bere. Mantenere il corpo idratato significa dare acqua al cervello per farlo funzionare correttamente, alla pelle, per mantenerla giovane ed elastica, ai polmoni per lubrificare le vie respiratorie, ai muscoli per averli efficienti e scattanti, al sangue, per migliorare la circolazione, ai reni per purificare il corpo, all’intestino per digerire meglio e ripulirsi.  Il nostro corpo è una macchina perfetta che potrebbe restare senza cibo anche per un mese, ma che non è capace di vivere senza acqua per più di tre o quattro giorni. L’acqua deve quindi passare attraverso il corpo per farlo stare in salute, ma non solo.

Tutte le antiche civiltà sono ricorse all’acqua anche per curare il suo involucro esterno, la pelle.                                                             L’esempio più importante, ancora ben vivo ai nostri giorni, è quello della SPA, l’acronimo della locuzione latina “Salus per aquam”, che ci riporta alla mente le spettacolari terme dove gli antichi romani si rigeneravano tra fonti di acqua calda e bagni di vapore a diverse temperature.

Oggi l’acqua è l’elemento principale dei percorsi benessere, entrato a far parte di tutti i protocolli idroterapici di remise en forme.

C’è la talassoterapia, dove i trattamenti sono a base di acqua di mare che viene prelevata in profondità, filtrata e resa batteriologicamente pura, i percorsi Kneipp, in cui si cammina alternando acqua calda e fredda, le esfoliazioni e i massaggi a effusione, sotto leggere docce di acqua termale.

I pediluvi curativi, le spugnature rassodanti, gli idromassaggi per sciogliere tensioni e contratture da tutto il corpo. E poi c’è il bagno turco, il re di tutti i trattamenti a base di acqua che, in questo caso viene trasformata in vapore.

Al contrario della sauna, che è un bagno nell’aria calda e secca, nell’hammam l’umidità raggiunge il 100%, con temperature che non superano i 46 °C. Seduti sul marmo o sulla pietra, avvolti da una nebbia impalpabile, s’inala il tiepido vapore che decongestiona il respiro e attraverso il sudore libera il corpo da ogni tossina.
Il vapore, così come l’acqua, torna ad avere il suo antico ruolo simbolico, quello di purificazione, depurazione e guarigione.